Amor y tango

"L'unica differenza tra desiderio e realtà è lo spazio del tempo"

Eccomi

Blogger: camilla007
Sono la danza. Unica vera, viscerale travolgente passione della mia vita. Ecco cosa sono.

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Ultimi Commenti

farolit in FACCE DA TANGO

Archivio

oggi
aprile 2007
marzo 2007
gennaio 2007
luglio 2006
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
aprile 2005
marzo 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004

Feeds

  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

mercoledì, aprile 04, 2007
FACCE DA TANGO

Avete mai fatto caso alle facce da tango?
Ai visi di ogni uomo e donna che si accostano o si guardano mentre ballano il tango?

Volti che scoprono un’emozione o evidenziano un desiderio, occhi che celano intenti o si perdono nelle note della musica.
Vi sono volti storpiati dal piacere del ballo o dalla morsa dell’abbraccio.
Occhi persi nel pensiero della vita e rinvigoriti dopo un’ora dal pensiero del prossimo tango.
Vi sono occhi bramosi per le curve delle donne e occhi di donne piegati dal piacere dell’abbraccio.
Vi sono visi stanchi e malinconici: pieghe di pelle stanca che assorbe anche la malinconia delle note.
Vi sono facce sfrontate e superbe, rese ancora più arroganti dal chewgum che fa capolino tra labbra annoiate.
Vi sono facce divertite, divertenti, ironiche e goliardiche.
Vi sono facce che sudano, sudano fatica; accusano se stessi di essere incapaci e per questo devono dimostrare (a se stessi, in primis) e quindi fanno, muovono, girano, in un turbinio infinito di cose che producono solo rivoli di acqua incolore.
Vi sono occhi imbarazzati, che esprimono il disagio di avere tra le braccia un corpo sconosciuto che non sanno come muovere.
Ci sono facce vuote, incolore, che tradiscono l’indifferenza per quella pratica che per loro è solo moda.
Vi sono visi riservati, timidi, timorosi. Occhi dolci e determinati.
O facce che mutano durante la sera. Volti che assorbono l’intensità delle note, si spogliano delle vesti grevi del giorno andato e si trovano nudi di fronte alla passione di quel tango, di quel corpo che passa loro intensità e nuova linfa.
Volti che hanno la smorfia dell’amore, quella stessa smorfia di quando si gode di uno sfioramento, di una carezza sensuale che danza sul proprio tango preferito.

Postato da: camilla007 a 14:11 | link | commenti (4) |

giovedì, marzo 22, 2007

 
Mia cara Louise,
ieri ti pensavo e ti sei materializzata nel mio display con i tuoi pensieri di mamma, moglie, lavoratrice e in ultimo, ma non ultimo, di donna.
Mi sei apparsa in una mattina, in cui ero il riassunto di un disagio. Sto male di vertigini da lunedì, martedì prossimo ho un convegno sulle mie spalle (quindi sono al lavoro dopo due gg a casa), ho uno stress latente (ma pure un pò palese) che mi porta ad ingurgitare talvolta cibo in quantità industriale (e non sai quanto mi vergogno), mi rendo conto di aver bisogno di piangere, che è una vita che non lo faccio e ho pure necessità di un abbraccio. Due braccia che mi accolgano senza pretese, senza malizia, ma con il solo, unico intento di rinfrancarmi.
Martedì mentre ero a casa, davanti al pc (che cmq ho lavorato da casa) ripensavo proprio a noi due.  Alla nostra amicizia, al nostro legame che sta attraversando il tempo e con esso gli infiniti passaggi che la vita ci impone, non solo quelli canonici (matrimonio, figli, amori vari) ma soprattutto quelli emotivi.
Amori, dolori, spensieratezza, leggerezza, consapevolezza, maturità, decisoni, scelte... passaggio dall'adolescenza all'età adulta.  Il tempo delle mele è finito. Ora stiamo per scrivere “i nostri primi 35 anni”.
Ma l’aspetto più impressionante è la complessità che sento a volte di vivere. Momenti, situazioni, paure e incertezze. Insoddisfazioni e pure tristezze.
Ma sai cosa so per certo nelle mie incertezze amica mia?
E’ evitare che le mie spalle si incurvino fino a farmi abbassare il capo e ad avere come paesaggio solo il mio ombelico.  
 
Quello per me è il più terribile degli errori. Certo, non ti nascondo che talvolta mi capita di stare meno dritta. Ma cerco subito di rialzare il capo. Un gesto semplice che però ha un immediato effetto. Perchè mi consente di vedere ciò di cui sono circondata. E la fortuna che ho nell’essere in mezzo a tutto ciò.
 
Stiamoci vicine amica mia. In questo tempo di vita sempre uguale eppure sempre in movimento.
Parliamoci per sfogarci, raccontiamoci per tenerci compagnia. Tutto ciò servirà a sostenerci a vicenda, per essere specchio l’una dell’altra.
 
Ti amo amica mia. Sei la persona in assoluto a cui sento di appartenere. Avverto le tue emozioni, raccolgo le tue fragilità, ammiro la tua forza, stimo le tue scelte, ascolto con amore fraterno le tue parole.
 
Scrivimi di te. Avrai sempre una risposta. Sempre.
 
Thelma
 
 

Postato da: camilla007 a 12:51 | link | commenti (3) |

venerdì, marzo 16, 2007
Incidenze lavorative

Da quando ballo il tango vivo una dicotomia: un braccio di ferro tra voglia di tangare e necessità fisica di stare a casa dopo una giornata di intenso lavoro (che non finisce mai prima delle 20).

Come ieri sera.

Ho finito alle 21 una riunione fiume iniziata alle 17.30.

Siamo in gara, la più importante della nostra agenzia, e non possiamo permetterci errori. Quindi dobbiamo ragionare, calcolare, confrontarci e ... farci un sacco di pippe mentali su come potremmo presentare il progetto, cosa penserà il comitato, potrebbe reagire così, allora facciamo colà e bla, bla, bla...

SI esce da queste riunioni storditi, accaldati (9 persone ad un tavolo ) impensieriti, stanchi e pure, lasciami dire, un pò più vecchi.

Ma il miraggio della serata di tango è trainante e motivante. Le formule, le presentazioni, le scartoffie a quel tavolo assumono tutto un altro senso. Le accetto meglio, le vivo come un dovere (è lavoro) per poi avere il momento del piacere.

L'incontro col tango dà senso a quel mio stare 12 ore al lavoro ad arrabattare con clienti, colleghi, ipotesi di budget ed altro ancora.

Certo... solo la passione mi permette di tornare a casa, fare la doccia, vestirmi e fare 20 minuti di strada alle 2230 per andare in milonga.

I primi tanghi sono difficili... lo stress accumulato incide sul mio abbandono, sulla morbidezza della gambe, sulla postura delle spalle, sull'angolo del braccio...

Poi però la musica, il clima, alcuni uomini che sanno prendermi e coccolarmi, ovvero "leggere" il mio corpo e aiutarmi ad entrare nel tango e farmi scivolare lentamente nell'emozione dell'abbraccio, mi consentono di abbandonare tensioni e donarmi all'altro.

Ieri sera è avvenuto questo.

E anche se ho dormito 5 ore e oggi ho perdipiù una cervicale terribile... bè, la mia giornata è di sole dentro e fuori il mio cuore.

Camilla

 

 

 

 

 

 

 

Postato da: camilla007 a 14:05 | link | commenti |

martedì, marzo 13, 2007
We di lavoro a ritmo di tango

Il tango è stata la mia salvezza in questo fine settimana di lavoro, di pioggia e di sonno mancante.

Ho vissuto però due sere molto diverse tra loro.

Venerdì è stata la volta de "Il museo del giocattolo", all'interno di uno splendido palazzo d'epoca (di quale però non so :-)

L'ambiente, la stanza, era molto suggestiva. Luci calate, soffiti dipinti, poca gente. Quest'ultima un pò felliniana, in effetti.
Le persone sembravano messe insieme per sbaglio. Coppie che si formavano ma non assumevano quell'atteggiamento simbiotico che accade di vedere quando si va a ballare.
La sera sembrava risentire del clima... un pò umido, quell'umido che non ti fa trovare la giusta posizione per stare bene... ecco, mi è sembrato di vedere questo in ogni uomo ed ogni donna che si trovava viso a viso, mano nella mano, corpo nel corpo, per ballare.

Sono entrata con la voglia di tango, ma anche consapevole che la giornata di lavoro, di viaggio e di stress avrebbe inciso sui miei sensi... la voglia di danzare era tanta ma avvertivo distonia interna... che inevitabilmente si sarebbe riversata sull'altro, il mio lui di turno.

Diciamo che ho vissuto la sera come una sorta di prova generale per la sera successiva, quella che mi interessava vivere di più.

Ho fatto dei tanghi dignitosi, senza particolari accenti emotivi; esercizi di riscaldamento, prove generali. Come si dice in gergo tecnico "ho marcato".

Il giorno dopo è stato un vero massacro.
E' cominciato nel peggiore dei modi: senza un vero sonno ritemprante causa rumori molesti dalla strada (stanza dell'hotel senza doppi vetri, ubicazione in pieno centro di Catania... teribbile).
Lavorato senza sosta fino alle 18.00: visitato Punti di Vendita, riunioni coi responsabili fino alle 18.00.

Alle 18.30 sono stata a fare un massaggio: primo momento preparatorio alla serata. Due ore di trattamento che mi ha rimessa letteralmente al mondo. Torno in albergo e completo il relax: doccia calda e vestizione.
Sembro un'altra (eh, eh, eh... potere del trucco) e sono pronta per il tango. Stasera sì che mi sento dentro. Stasera ho voglia e bisogno di esprimere emozioni. E di comunicarle.

Arriviamo al CUS, centro sportivo studentesco. Molto meno pittoresco della sera prima (non ha affreschi ) ma da subito profuma di tango, quello che cercavo.

Il pavimento è di un bel parquet, le luci sono quelle da atmosfera: faretti colorati, rosso, blu, giallo, posizionati ai lati della pista.

I tangueri sono già preda della musica, dei passi, dell'altro... nonostante l'ora la pista è già in fermento.

Cambio le scarpe e infilo il mio tacco dorato. Sono contenta. Osservo dapprima e poi mi posiziono vicino al musicalizador... ecco il primo invito.

Inizio. Lui è un tanguero esperto. Si sente dalla padronanza che ha di me. Mi accompagna a fare quello che vuole ed io sento di essere in buone mani. Bravo, gustosa la tanda, anzi due... ha scoperto che sono di fuori e dice che solitamente il benvenuto sono 6 tanghi Assecondo l'usanza con un sorriso.

Dopo una serie di inviti senza menzioni particolari è la volta della milonga. La ballo con un tanguero consciuto la sera prima al Museo del giocattolo. Incredibile. Con lui ho un intesa per la milonga incredibile. Giocosa, divertente, ironica. Sorrido divertita.

Ad un certo punto lo vedo.

Rchiama alla memoria un personaggio di un film... ha un completo bianco, camicia nera ben stretta attorno al collo.... ecco... Danny De Vito... reprimo una risata...

... ma ecco che si dirige verso di me... oddio e mò che faccio... l'istinto è qello di scappare ma... ma mi sono data una regola quando ho iniziato la mia vita di tanguera: accettare l'invito, se non conosci, a prescindere da estetica ed anagrafica. Il tango è rivelatore di aspetti nascosti all'occhio nudo e crudo.
Quando mi porge la mano sorridendo mi auguro solo un "speriamo bene".

Il rito dell'abbraccio. Attento e formale, quasi tecnico.

Appoggio il mio viso al suo. Meglio. La mia fronte si accosta al suo naso.

Partiamo.

La teoria si è rivelata esatta. La tanda migliore della serata. Bravo, capace e anche temerario a tratti nel propormi figure mai fatte ma, potere dell'abbandono, riuscite perfettamente.

Chiudo la serata con il tanguero con cui l'ho aperta. Mi sento inebriata di figure e tecnicismi ignoti ma che sembrano non avere segreti in quegli istanti di musica, scampoli di onnipotenza che mi portano lontana dalla realtà.

Finiamo la tanda con una milonga sincopata, velocissima, urlante nei passi rapidi e impietosi.

Quasi esibizione. Il mio ballerino mi sorride. Spera nella clemenza del Dj nel concederci altra musica, altro tango, altra emozione.

Ma l'orologio segna immplacabile le 2 e lui è uno di quelli ligi, bravi davvero, ma ligio.

Ahimè.

Rimetto il mio tacco dorato e infilo i mie stivali. Ho ancora il sapore in bocca, nella pelle, nel cuore.

Sorrido.

Finiamo la notte dentro un cornetto caldo alla ricotta.

La notte di tango catanese è finita. Il sapore resta.

Camilla

Postato da: camilla007 a 22:27 | link | commenti (3) |

mercoledì, gennaio 24, 2007
TRAN TRAN....

Oggi è stata una di quelle giornate dove il lavoro ha assunto le sembianze di enormi fauci da cui mi sono sentita addentare .

Oggi ero in riunione e mentre ascoltavo il mio capo, guardavo i miei colleghi tutti presi e stesi dai numeri, dai clienti da soddisfare, dai conti che non tornano.

Oggi mentre cercavo di calcolare il budget, individuare la proposta giusta e programmavo il viaggio di lavoro in Sicilia mi sono posta una domanda: ma è giusto?

E' giusto avere questa fibrillazione, questo cardiopalma, questa travolgente attività da svolgere tutti i giorni?

Il fatto è che talvolta mi dico che sto sprecando la mia vita e talvolta penso che la sto costruendo, e cmq vivendo. Perchè ho degli obbiettivi, perché anche faticare e credere nella fatica che stai affrontando per raggiungere una meta, ha un senso.

E oggi, e adesso, mentre penso che sono molto stanca e domani sarà un'altra durissima giornata, sono contenta.

Perché ho un lavoro e perchè lavoro per costruire.

Oggi la penso così.




Postato da: camilla007 a 21:58 | link | commenti |

domenica, gennaio 21, 2007
Ricomincio a...scrivere

Ricomincio.
A scrivere di me.
Ricomincio finalmente a fermare la vita nei giorni che vivo, nelle azioni che compio, nelle scelte che faccio e nelle emozioni che come aria respiro e ossigenano il mio animo.

Ho finalmente attivato la connessione da casa e posso così finalmente trovare tempo per me.

Ho scritto tanto in passato su questo blog e chiunque può vederne le tracce.
E ho conosciuto tanti amici. Tante belle persone con cui ci siamo scambiati opinioni ed esperienze personali.

Poi il cambio di cittò e di lavoro che ha provocato un totale stravolgimento dei tempi e dei modi di gestire la mia vita.

E' stato un tempo molto duro ma anche molto edificante. Una sorta di di viaggio dentro me stessa per scoprire altri limiti ed opportunità del mio variegato essere.

Ma è dall'età di 15 anni tengo sempre un diario. Che da cartaceo è diventato virtuale ma che ha sempre marcato il tempo del mio vivere. E rileggere ciò che hai fatto e ciò che eri è impagabile.

Per cui ora, dopo tanto e dopo non poche difficoltà, eccomi qui. a riprendere la "penna" in mano e a raccontarvi di me. E a raccontare a me stessa la verità.  Cercando di essere sincera. Di non mentire, in una sorta di confessione intima all'amica del cuore.

Salve amici vecchi e nuovi. Io sono Camilla.

Ribenvenuta.




Postato da: camilla007 a 13:47 | link | commenti (3) |

lunedì, luglio 17, 2006

... mi accorgo di quanto ami la vita quando mi sveglio.... quando apro gli occhi e li faccio roteare piano tutt'intorno alla mia stanza che si adombra di rosso con la luce del mattino schermata dalle tende... quando mi rendo conto del mio corpo che dolcemente si allunga e riprende vita dopo qualche ora di immobilità naturale.... quando mentre mi preparo il caffèlatte penso a quello che devo fare al lavoro e alla sera e durante la settimana... e sono contenta....

... amo la vita nella mia coinquilina quando, ancora con gli occhi truccati dalla sera prima, mi guarda con i capelli confusi l'uno con l'altro e mi dice "buongiorno".... amo la vita in mio fratello che mi chiama alle dieci di sera per farmi un saluto o in mia madre che mi carica la macchina prima di partire di kg insalata dell'orto, pulita e lavata dalle sue infaticabili mani....

.. adoro la vita nelle mie amiche che mi dimostrano il loro amore con i baci, gli slanci le risate o i pianti di condivisione... amo la vita nelle sue contraddizioni e nelle sue più profonde spaccature ... amo la vita nel bene e nel male...

... mi piace la vita nei ritmi del lavoro compresso dal tempo, negli spazi vuoti che non ci sono mai, nelle frasi d'amore urlate forte al telefono a mio nipote che ha quasi 5 anni...

... penso alla vita che è bella quando sono in macchina e viaggio verso un cliente e mi accorgo del cielo rigato dalle nuvole .... o quando scorgo i volti impegnati a pensare della gente che corre verso mete diverse....

... vorrei divorare la vita e vorrei pasteggiarla... avvinghiarmici e accarezzarla.... danzarci e farci l'amore.... entrarci dentro ed osservarla da fuori .... vorrei... voglio... lo faccio .... come posso ... a modo mio... come ne sono capace...

Buona vita a tutti!!!!

Cam

Postato da: camilla007 a 15:02 | link | commenti |

mercoledì, settembre 21, 2005

Oggi sono molto nervosa. Tesa. Smaniosa.

non riesco a sorridere se non sotto una voluta riflessione a non drammatizzare, a non farmi travolgere, a restare estranea...

Ma così non è... riso stentato, stonato, stordito.

E mi ci vorrebbe un abbraccio... di quelli nei quali ti rifugi, ti lasci andare, avvolgere, proteggere. Ne avrei bisogno per sciogliere l'acido, la stanchezza, per arginare la corsa, per limitare lo sconforto.

oggi è così ma domani no. sarà diverso.

 

 

 

 

Postato da: camilla007 a 16:39 | link | commenti (4) |

mercoledì, settembre 14, 2005

Penso sia una delle più belle poesie del novecento

Io che ho sempre adorato le spoglie del futuro
e solo del futuro, di nient'altro
ho qualche volta nostalgia
ricordo adesso con spavento
quando alle mie carezze smetterai di bagnarti,
quando dal mio piacere
sarai divisa e forse per bellezza
d'essere tanto amata o per dolcezza
d'avermi amato
farai fìnta lo stesso di godere.

Le volte che è con furia
che nel tuo ventre cerco la mia gioia
è perché, amore, so che più di tanto
non avrà tempo il tempo
di scorrere equamente per noi due
e che solo in un sogno o dalla corsa
del tempo buttandomi giù prima
posso fare che un giorno tu non voglia
da un altro amore credere l'amore.

Un giorno o l'altro ti lascio, un giorno
dopo l'altro ti lascio, anima mia.
Per gelosia di vecchio, per paura
di perderti - o perché
avrò smesso di vivere, soltanto.
Però sto fermo, intanto,
come sta fermo un ramo
su cui sta fermo un passero, m'incanto...

Non questa volta, non ancora.
Quando ci scivoliamo dalle braccia
è solo per cercare un altro abbraccio,
quello del sonno, della calma - e c'è
come fosse per sempre
da pensare al riposo della spalla,
da aver riguardo per i tuoi capelli.

Meglio che tu non sappia
con che preghiere m'addormento, quali
parole borbottando
nel quarto muto della gola
per non farmi squartare un'altra volta
dall'avido sonno indovino.

Il cuore che non dorme
dice al cuore che dorme: Abbi paura.
Ma io non sono il mio cuore, non ascolto
né do la sorte, so bene che mancarti,
non perderti, era l'ultima sventura.

Ti muovi nel sonno. Non girarti,
non vedermi vicino e senza luce!
Occhio per occhio, parola per parola,
sto ripassando la parte della vita.

Penso se avrò il coraggio
di tacere, sorridere, guardarti
che mi guardi morire.

Solo questo domando: esserti sempre,
per quanto tu mi sei cara, leggero.

Ti giri nel sonno, in un sogno, a poca luce.

(Giovanni Raboni - Canzonette Mortali)

Postato da: camilla007 a 19:14 | link | commenti (2) |

lunedì, settembre 12, 2005

ho passato un we fantastico.... sul mare, in calabria, con circa 70 persone provenienti da ogni parte di italia....

accomunati da un'amica che festeggiava il compleanno e che ci ospitava tutti per due gg di relax, convivialità e divertimento.

Intrecci di persone, esperienze, sorrisi, speranze... tutti lì con la voglia di sciogliere al sole le fatiche della settimana e rubare a quei giorni settembrini gli ultimi strascichi di caldo e pelle bagnata....

poi capita che con qualcuno lo sguardo rimane sospeso quelche secondo in più... capita che la magia della musica e la complicità della notte di festa ti regalino un ballo burroso... di quelli languidi da dirty dancing, quelli che noi donne sognamo e tacciamo agli ometti per evitare la presa in giro.... ma capita che si avverano anche i sogni in queste ultime calde notti che avanzano all'estate.... e capita che ti ritrovi davanti alla luna a sorridere agli occhi del tuo ballerino... e se ascolti il suono del mare ti accorgi che continui a ballare anche se il dj se ne andato... e poi lasciarsi andare alle note di Nettuno che suona solo per noi... capita quando sei aperta alla vita e pensi che ogni giorno è un dono... magia, stelle, baci salati.... così ho trascorso il we.

 

 

Postato da: camilla007 a 18:27 | link | commenti (1) |